La salute dei nostri piedi è fondamentale, essi ci mettono in contatto e relazione con la terra, le radici, ci sostengono, contrubuiscono all’equilibrio, ci permettono di muoverci nello spazio, sono fondamentali nel sistema circolatorio venoso, perchè fungono da pompa meccanica per il ritorno del sangue al cuore e contengono tutte le zone riflesse dei principali organi vitali, muscoli e tessuti del nostro fisico, permettendo, con apposite tecniche di riflessologia plantare e naturopatia, di stimolare precisi punti per il riequilibrio e la guarigione psico-emo-fisica.

Anche la scelta delle calzature influisce sulla loro salute e il benessere generale della persona, perchè molti disturbi a carico delle articolazioni, della muscolatura, della colonna vertebrale e della circolazione, dipendono proprio da una scarpa non adatta o usurata.

Tutti i medici sono concordi nel dire che la scarpa ideale non esiste e, sicuramente, è meglio camminare scalzi. Le scarpe sono un compromesso accettabile tra l’esigenza di proteggere i piedi e i vezzi estetici. Con calzature comode e confortevoli, si evitano calli, infiammazioni, distorsioni e in più i piedi sono protetti da tagli e infortuni. Bisognerebbe evitare le calzature sbagliate e scomode e sostituirle quando mostrano segni d’usura eccessiva o scorretta. Insomma, se proprio si devono usare le scarpe, che almeno siano comode! Quando per comode s’intende adatte al nostro piede, al nostro fisico, alle nostre esigenze e stato di salute fisica.

Per cominciare, un cosiglio: acquistare le calzature nel pomeriggio, quando il nostro piede ha un volume giusto (la sera in genere sono più gonfi e al mattino troppo asciutti).

Se proprio non si può fare a meno dei tacchi, che sicuramente conferiscono sensualità ma possono risultare dannosi alla postura, al movimento del passo e all’appoggio plantare, si potrà optare per un tacco di tre-quattro centimetri al massimo sul lavoro e nel tempo libero, che trasferisce il peso dal tallone all’avampiede in modo equilibrato e, per occasioni più mondane, un tacco di sei centimetri che incrementa il peso sui metatarsi del 57%.

Evitare, invece, il nove centimetri, per di più a spillo, che fa’ scaricare il 76% del peso corporeo sulla punta del piede, spostando il baricentro in avanti, alleggerendo il tallone così sollevato da terra e sovraccaricando la parte anteriore, scatenando, a lungo andare, una serie di problemi e patologie a carico di articolazioni e schiena. Ad esempio, una metatarsalgia, specie se la punta è stretta o il neuroma di Morton. Ovvero, un’infiammazione dai sintomi dolorosi che colpisce l’avampiede sotto l’attaccatura delle dita o un dolorosissimo nodulo tra il terzo e il quarto dito sulla biforcazione di un piccolo nervo.

Se poi, vengono utilizzati i tacchi alti per la maggior parte delle ore del giorno, col tempo, si rischia di sviluppare il tendine di Achille, con piede bloccato in posizione di equinismo. Inoltre, a seconda della predisposizione individuale, con tacchi alti e zeppe si rischia di veder insorgere l’alluce valgo e le dita deformate a martello, oltre che, distorsioni più o meno gravi alla caviglia. Insomma, tutta una serie di problemi seri che, nei casi più gravi, necessitano d’intervento chirurgico.

A questo punto c’è da chiedersi se ne valga davvero la pena! I tacchi vertiginosi andrebbero usati solo per poche ore al massimo e non abitualmente e solo se non ci sono già in atto altri problemi fisici e di postura.

L’importanza della scelta della scarpa è decisamente fondamentale per la nostra salute presente e futura. Ma, non si sentano al sicuro le patite delle “ballerine” o delle infradito! Infatti, se si usano scarpe rasoterra per lunghi periodi o vengono utilizzate per camminare molto, si vedrà insorgere tendiniti ed infiammazioni al tallone, perchè mettono in tensione continua il tendine di Achille e le “comode” infradito, adatte a spiggia e piscina, non vanno utilizzate in città per camminare a lungo o per fare sport, perchè non forniscono nessun supporto all’arco plantare e, se di cattiva qualità, possono causare dolori proprio in quell’area, tendiniti, infiammazioni tra le dita (soprattutto i modelli di plastica), possibili danni ad arterie e vie nervose che passano tra il primo e secondo dito e, da ultimo, non fornendo alcuna protezione, ci si può lussare un alluce semplicemente inciampando.